La vocazione della parola

Di seguito un provocatorio estratto sulla parola del libro Serotonina di Michel Houellebecq.

Serotonina - Michel Houellebecq - copertina

“[…] Perciò conobbi carnalmente ragazze di diverse nazioni, e maturai la convinzione che l’amore possa svilupparsi solo sulla base di una certa differenza, che il simile non si innamori mai del simile, anche se in pratica sono molte le differenze che possono andar bene, se: un’estrema differenza di età, si sa, può scatenare passioni di una violenza inaudita; la differenza razziale ha ancora una notevole efficacia; e anche la semplice differenza di nazione e lingua non va disdegnata. È sbagliato che due persone che si amano parlino la stessa lingua, è sbagliato che possano davvero capirsi, che possano comunicare con le parole, perché la vocazione della parola non è creare amore bensì divisione e odio, la parola man mano che avviene, laddove un informe balbettio amoroso, semilinguistico, il parlare alla propria donna o al proprio uomo come si parlerebbe al proprio cane, crea la condizione di un amore incondizionato e duraturo. Se almeno ci si potesse limitare a concetti immediati e concrete – dove sono le chiavi del garage? a che ora viene l’elettricista? – potrebbe ancora andar bene, ma più in là inizia il regno della discordia, del disamore e del divorzio. […]”

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