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Perché un blog pieno di liste sui libri?

  1. Perché mi piacciono i libri.
  2. Perché mi piacciono le liste.

«Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che un giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno, fino alla morte? E non credi che non saremo vissuti invano, poiché abbiamo provato questa passione?».
Sándor Márai, “Le braci”

Come diceva qualcuno i libri sono passione e rifugio..
In questi ultimi anni ho raccolto molte liste di libri e citazioni varie.
Il mio desiderio iniziale era quello di ordinarle e trascriverle in un libro.
Non so quando e se lo farò.. intanto le condivido in un blog.

«Non penso a tutta la miseria, ma a tutta la bellezza che rimane ancora».
Anna Frank, “Diario”

Libri contro sigarette

Di seguito il testo “Libri contro sigarette” di George Orwell via I pensieri di Protagora, a cui sono venuto a conoscenza tramite il libro di Nick Hornby Shakespeare scriveva per soldi.

Un paio d’anni fa un mio amico, direttore di un giornale, era di turno alla protezione antincendio con alcuni operai di una fabbrica. Il discorso cadde sul suo giornale, che molti di loro leggevano e apprezzavano. Quando però chiese che cosa pensassero della sezione letteraria, la risposta che ricevette fu: “Non penserà che leggiamo quella roba, vero? Metà dei libri di cui parlate costano 12 scellini e mezzo! Gente come noi non può spendere questa cifra per un libro”. Eppure, mi diceva il mio amico, erano uomini che spendevano senza pensarci parecchie sterline per trascorrere una giornata sulle spiagge di Blackpool.
L’ idea che comprare libri, o anche solo leggerli, sia un hobby costoso e fuori della portata della gente comune è così diffusa che merita di essere esaminata più da vicino. Quanto costi esattamente leggere, in termini di pence all’ora è difficile da calcolare, ma ho cercato di farlo cominciando a stendere un elenco dei miei libri e sommandone i prezzi. Ho poi preso in considerazione varie altre spese accessorie e sono giunto a una stima abbastanza precisa del mio esborso negli ultimi quindici anni. I libri che ho conteggiato sono quelli che ho qui nel mio appartamento. Ne ho più o meno altrettanti immagazzinati altrove, perciò per arrivare al totale dovrò raddoppiare la cifra. Non ho contato le pubblicazioni di vario genere, come le bozze, i volumi rovinati, le edizioni economiche non rilegate, gli opuscoli o le riviste, a meno che non fossero legate in volume, e nemmeno i vecchi libri scolastici e simili, accumulati in fondo agli armadi. Ho preso in considerazione solo i libri acquistati volontariamente, o che avrei comunque acquistato volontariamente, e che intendo tenere. Vedo che ne ho 442 rientranti in questa categoria, acquisiti come segue:
Comprati (quasi sempre di seconda mano): 451
Regalati o comprati con dei buoni: 33
Copie da recensire e copie omaggio: 143
Presi in prestito e non restituiti: 10
In prestito temporaneo: 5
Totale: 442
Ora passo al metodo con cui li ho valutati. I libri comprati li ho elencati a prezzo pieno, che ho cercato di determinare con la maggior precisione possibile. Ho considerato il prezzo pieno anche per i libri che mi sono stati regalati e per quelli che ho preso in prestito temporaneamente o preso in prestito e tenuto. Questo perché i libri dati ad altri più o meno compensano quelli presi in prestito e trattenuti. Possiedo libri che, a rigore, non mi appartengono, ma molte altre persone hanno libri miei: perciò i libri che non ho pagato vanno a compensare quelli che ho pagato ma che non possiedo più. I libri recensiti e quelli ricevuti in omaggio li ho registrati a metà prezzo. È quel che avrei speso comprandoli usati e sono per lo più libri che, se mai li avessi comprati, avrei preso usati. A volte ho dovuto attribuire dei prezzi ipotetici, ma le cifre non dovrebbero essere molto lontane dal vero. Ecco i costi:
Comprati: sterline 36, scellini 9, pence 0
Regalati: sterline 10, scellini 10, pence 0
Copie recensite, ecc.: sterline 25, scellini 11, pence 9
Presi in prestito e non restituiti: sterline 4, scellini 16, pence 9
In prestito: sterline 3, scellini 10, pence 0
Scaffali: sterline 2, scellini 0, pence 0
Totale: 82 sterline 17 scellini 6 pence
Aggiungendo gli altri libri che ho altrove, dovrei possedere in tutto circa 900 volumi, per un costo totale di 165 sterline e 15 scellini. Questa è la somma che ho speso in libri in circa quindici anni (in realtà sarebbe un periodo più lungo, visto che alcuni libri risalgono alla mia infanzia: ma diciamo quindici anni). Si tratta di 11 sterline e uno scellino all’ anno, ma alla spesa complessiva per la lettura bisogna aggiungere altri costi. I maggiori sono rappresentati da giornali e periodici, per i quali penso che una cifra di 8 sterline all’anno sia attendibile. Otto sterline all’anno coprono i costi di due quotidiani al giorno, un giornale della sera, due della domenica, un settimanale e un paio di riviste mensili. Questo fa salire il totale a 19 sterline e uno scellino, ma per arrivare al totale complessivo bisogna aggiungere altre spese probabili. Spesso infatti spendiamo denaro per i libri senza che ne resti una traccia. Ci sono gli abbonamenti alle biblioteche e ci sono libri, soprattutto i Penguin e le altre edizioni economiche, che si comprano e si perdono o si buttano via. Sulla base delle stime precedenti, mi sembra ragionevole aggiungere 6 sterline all’anno per spese di questo tipo. Negli ultimi quindici anni ho quindi speso per la lettura circa 25 sterline all’anno. Venticinque sterline all’ anno può sembrare una somma notevole finché non la si confronta con altri tipi di spese. Sono circa 9 scellini e 9 pence alla settimana, attualmente l’ equivalente di circa 83 sigarette (Players): anche prima della guerra con questa cifra si sarebbero comprate meno di 200 sigarette. Con i prezzi di ora, spendo assai più per il tabacco che per i libri. Fumo sei once di tabacco alla settimana, a mezza corona l’oncia fanno circa 40 sterline l’anno. Prima della guerra, quando lo stesso tabacco costava 8 pence all’oncia, spendevo circa 10 sterline l’anno: e se conto anche una pinta di birra al giorno, a 6 pence, queste due voci insieme mi costano circa 20 sterline l’anno, una cifra probabilmente non molto superiore alla media nazionale. Nel 1938 la gente di questo Paese spendeva circa 10 sterline all’anno a testa in alcol e tabacco: considerando però che il 20 per cento della popolazione era costituito da bambini sotto i quindici anni e un altro 40 per cento da donne, il fumatore e bevitore medio doveva spendere molto più di 10 sterline. Nel 1944 la spesa annua pro capite per queste voci non era inferiore alle 23 sterline. Togliendo ancora donne e bambini, si arriva a 40 sterline. Quaranta sterline all’ anno basterebbero a comprare circa un pacchetto di sigarette Woodbines al giorno e mezza pinta di birra per sei giorni alla settimana – nulla di sontuoso. Naturalmente i prezzi sono ora aumentati per l’inflazione, anche quelli dei libri: sembra però che il costo della lettura, anche quando i libri li compriamo, anziché prenderli in prestito, e quando mettiamo in conto un buon numero di periodici, non superi il costo complessivo di fumo e alcol. È difficile mettere in relazione il prezzo di un libro con il suo valore. Tra i “libri” vi sono romanzi, opere poetiche, testi scolastici, volumi di consultazione, trattati di sociologia e molto altro, e la lunghezza del testo non è in rapporto diretto con il costo, soprattutto se i libri sono comprati usati. Per un poema di 500 versi si potrebbero spendere 10 scellini, per un dizionario, che in un periodo di vent’anni si consulta qualche volta, 6 pence. Ci sono libri che si leggono e si rileggono, libri che contribuiscono a formare il nostro abito mentale e cambiano completamente il nostro atteggiamento verso la vita, altri in cui ci si immerge ma che non si leggono mai fino in fondo, altri ancora che si leggono di un fiato e si dimenticano dopo una settimana; e il costo, in termini monetari, potrebbe essere sempre lo stesso. Se però si considera la lettura semplicemente come un divertimento, come andare al cinema, allora è possibile fare una stima approssimativa di quanto costi. Se leggiamo solo romanzi e letteratura “leggera” e compriamo ogni libro che leggiamo, spenderemo – supponendo che il prezzo di un libro sia di 8 scellini e il tempo passato a leggerlo di quattro ore – 2 scellini l’ ora. È il costo di un biglietto del cinema per uno dei posti migliori. Se scegliamo libri più seri e compriamo tutto quel che leggiamo, spenderemo all’ incirca lo stesso. I libri costeranno di più, ma occorrerà più tempo per leggerli. In entrambi i casi, inoltre, continueremmo a possedere i libri anche dopo averli letti e potremmo rivenderli a circa un terzo del prezzo di acquisto. Se compriamo solo libri usati, la spesa della lettura sarà, naturalmente, molto inferiore: una stima ragionevole potrebbe essere di 6 pence. Se poi, invece di comprarli, ci limitiamo a prendere i libri in prestito da una biblioteca privata, leggere ci costerà circa mezzo penny all’ora: prendendoli in prestito dalla biblioteca pubblica, quasi nulla. Ho detto abbastanza per dimostrare che leggere è uno dei diversivi più economici: è probabilmente il più economico dopo l’ascolto della radio.
Quanto spendono però i cittadini britannici in libri? Non riesco a trovare delle statistiche, anche se certamente ve ne sono. So però che prima della guerra si pubblicavano in questo Paese circa 15.000 libri all’anno, comprese le ristampe e i libri scolastici. Se si fossero vendute almeno 10.000 copie di ciascuno (una stima probabilmente elevata, anche considerando i libri scolastici) ogni persona avrebbe comprato in media, direttamente o indirettamente, circa tre libri all’anno, per una spesa complessiva di una sterlina o forse meno. Sono cifre ipotetiche e sarei contento che qualcuno si prendesse la briga di correggermi. Se però fossero abbastanza realistiche, non indicherebbero una situazione di cui un Paese possa andare fiero; un Paese in cui quasi il 100 per cento della popolazione è alfabetizzata e in cui l’uomo medio spende in sigarette più di quanto un contadino indiano disponga per vivere. Se il nostro consumo di libri continuerà a essere così basso, ammettiamo almeno che questo avviene perché la lettura è un passatempo meno allettante dell’ andare alle corse dei cani, al cinema o al pub e non perché i libri, comprati o presi in prestito, sono troppo cari.

10 Capolavori della letteratura che formano ogni russo

Di seguito la lista di libri tratta da 10 Capolavori della letteratura che formano ogni russo.

1) “Il minorenne”, di Denis Fonvizin (1745-1792)

2) “Che disgrazia l’ingegno!”, di Aleksandr Griboedov (1795-1829)

3) “Eugenio Onegin”, di Aleksandr Pushkin (1799-1837)

4)“Un eroe del nostro tempo”, di Mikhail Lermontov (1814-1841)

5)“Le anime morte”, di Nikolaj Gogol (1809-1852)

6) “Delitto e castigo”, di Fedor Dostoevskij (1821-1881)

7) “Guerra e pace”, di Lev Tolstoj (1828-1910)

8) I racconti brevi di Anton Chekhov (1860-1904)

9) “Il placido Don”, di Mikhail Sholokhov (1905-1984)

10) “Una giornata di Ivan Denisovich”, di Aleksandr Solzhenitsyn (1918-2008)

Dieci e più libri per affrontare la quarantena

Di seguito la lista di libri tratta da Dieci libri per affrontare la quarantena, con in più qualche altro mio suggerimento.

Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta

Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita

Mark Fisher, Realismo capitalista

Michel Houellebecq, Serotonina

Emanuele Severino, La potenza dell’errare

Julio Cortázar, Rayuela. Il gioco del mondo

Carl von Clausewitz, Della guerra

Agota Kristof, Trilogia della città di K

Padmasambhava, Il libro tibetano dei morti

Chandra Livia Candiani – La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore

 

Il vagabondo delle stelle, Jack London

L’arte di sognare, Carlos Castaneda

Il diario, Anna Frank

Lettere dal carcere, Antonio Gramsci

Player one, Ernest Cline

Racconta!

Di seguito un estratto da L’ignoranza di Milan Kundera.

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Nel corso dei vent’anni in cui Ulisse fu assente, gli abitanti di Itaca continuarono a mantenerne vivo il ricordo, ma non avevano affatto nostalgia di lui. Mentre Ulisse soffriva di nostalgia e non ricordava quasi nulla.
Possiamo capire questa curiosa contraddizione solo se ci rendiamo conto del fatto che la memoria, per funzionare bene, ha bisogno di un allenamento incessante: i ricordi, se non vengono evocati di continuo nelle conversazioni fra amici, fuggono via. Gli esuli riuniti in colonie di compatrioti si raccontano fino alla nausea le stesse storie, che diventano, in tal modo, indimenticabili. Ma quelli che, come Irena o Ulisse, non frequentano i loro compatrioti vengono inevitabilmente colti da amnesia. Più la loro nostalgia è forte, più si svuota di ricordi. Più Ulisse si struggeva, più dimenticava. Perché la nostalgia non intensifica l’attività della memoria, non risveglia ricordi, basta a sé stessa, alla propria emozione, assorbita com’è dalla sofferenza.
Dopo aver ucciso i temerari che volevano sposare Penolope e regnare su Itaca, Ulisse fu costretto a vivere fra persone di cui on sapeva nulla. Per lusingarlo, queste non facevano che ripetergli alla nausea quel che ricordavano di lui prima che andasse in guerra. E, convinte che non gli interessasse altro che la sua Itaca (come non pensarlo, visto che per tornarci aveva percorso l’immensità dei mari?), gli propinavano tutto quel che era accaduto durante la sua assenza, avide di  rispondere alle sue domande. Nulla avrebbe potuto annoiarlo di più. Ulisse aspettava una cosa sola, che gli dicessero finalmente: “Racconta!“. Ed è la sola parola che non gli dissero mai.
Per vent’anni non aveva pensato che al ritorno. Ma quando fu di nuovo a casa capì, con stupore, che la sua vita, l’essenza stessa della sua vita, il suo centro, il suo tesoro, si trovava fuori Itaca, in quei vent’anni di vagabondaggio. E quel tesoro l’aveva perduto, e l’avrebbe recuperato solo raccontando.
Durante il viaggio di ritorno, dopo aver lasciato Calipso, aveva fatto naufragio nella terra dei Feaci, dove il re l’aveva accolto a corte. Lì non era che uno straniero, un misterioso sconosciuto. A uno sconosciuto si chiede: “Chi sei? Da dove vieni? Racconta!“. E lui aveva raccontato. Nel corso di quattro lunghi canti dell’Odissea, davanti ai Feaci sbalorditi, Ulisse aveva minuziosamente ripercorso le sue avventure. Ma a Itaca non era uno straniero, era uno di loro, ed è per questo che a nessuno veniva in mente di dirgli: “Racconta!“.

20 libri russi da leggere per capire l’amore e la libertà

Di seguito la lista di libri tratta da: 20 libri russi da leggere per capire l’amore e la libertà.

La figlia del capitano – Aleksandr Pushkin (1836)

Un eroe del nostro tempo – Mikhail Lermontov (1840)

Memorie dal sottosuolo – Fedor Dostoevskij (1864)

Guerra e pace – Lev Tolstoj (1865)

Senza dote – Aleksandr Ostrovskij (1879)

Il giardino dei ciliegi – Anton Chekhov (1904)

Il braccialetto di granati – Aleksandr Kuprin (1911)

La testa del Professor Dowell –Aleksandr Beljaev (1925)

Maria – Vladimir Nabokov (1926)

Il dottor Zivago – Boris Pasternak (1957)

Una giornata di Ivan Denisovič – Aleksandr Solzhenitsyn (1962)

I racconti di un giovane medico/Appunti di un giovane medico – Mikhail Bulgakov (1963)

Slovo i Delo – Valentin Pikul (1974)

Il mignolo di Buddha – Viktor Pelevin (1996)

Medea – Ljudmila Ulitskaja (1996)

Geograf globus propil – Aleksej Ivanov (1997)

Kys – Tatjana Tolstaja (2001)

La giornata di un opričnik – Vladimir Sorokin (2006)

Smert na Brudershaft – Boris Akunin (2008)

Il monastero – Zakhar Prilepin (2014)

I migliori 10 romanzi per i non lettori di romanzi

Di seguito la lista di libri tratta da: The Top 10 Fiction Books for Non-Fiction Addicts di Tim Ferriss.

1. Zorba the Greek di Nikos Kazantzakis

2. Musashi di Eiji Yoshikawa

3. Stranger in a Strange Land di Robert Heinlein

4. Ender’s Game di Orson Scott Card

5. Dune di Frank Herbert

6. High Fidelity di Nick Hornby

7. The Brief Wondrous Life of Oscar Wao di Junot Diaz

8. Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

9. A Hitchhikers Guide to the Galaxy di Douglas Adams

10. Motherless Brooklyn di Jonathan Lethem

6 Libri sulla scienza che secondo Mark Zuckerberg tutti dovrebbero leggere

Di seguito la lista di libri 6 Books on science Mark Zuckerberg thinks everyone should read.

‘Sapiens’ by Yuval Noah Harari

‘On Immunity’ by Eula Biss

‘The Player of Games’ by Iain M. Banks

‘The Structure of Scientific Revolutions’ by Thomas S. Kuhn

‘Genome’ by Matt Ridley

‘The Beginning of Infinity’ by David Deutsch

Spy story Love story

Di seguito un paio di citazioni tratte da Spy story Love story di Nicolai Lilin.

Copertina del libro Spy Story Love Story di Nicolai Lilin

[…] – Il mondo non sarà mai come lo vorresti tu.
– Ah, questo è sicuro, sono pronto a giurarlo in tribunale. Però io e questo schifo di mondo abbiamo un accordo: io non cerco di cambiare lui, e lui non deve cambiare me.
– E ti basta?
Alësa alza le spalle.
– Quando ho voglia di un mondo che mi piace, – dice sorridendo, – apro qualsiasi libro e vivo una vita diversa. […]

[…] – Devi avere pazienza e ascoltare. Ci sono tanti modi di comprendere una storia. La cosa più importante sono i particolari, le circostanze. Le storie sono come le persone: non esistono da sole, sono tutte collegate tra loro e insieme formano la vita. Devi metterti in testa questa semplice regola esistenziale, altrimenti farai fatica a stare al mondo.
Ivan sorride.
– Va bene maestro, mi hai convinto. Sono tutto orecchie. […]